Modigliani: la collezione Netter

Modigliani, Soutine e l'avventura di Montparnasse

Persona dotata di un'incredibile sensibilità e fiuto nel riconoscere il talento degli artisti, con una personalità che possiamo definire fuori dal comune se pensiamo che la sua collezione era, almeno fino a qualche anno fa, semisconosciuta al grande pubblico - l'idea di esporla non è mai stata contemplata dal proprietario il cui carattere era infatti estremamente riservato -, Jonas Netter è stato senza dubbi uno dei collezionisti più importanti e straordinari del XX secolo.

Di professione rappresentante per varie ditte, Jonas Netter ebreo alsaziano trapiantato a Parigi, fu subito folgorato dalla bellezza dell'arte in particolare della pittura che stimolò in lui quell'irrefrenabile necessità di acquistare le opere che, ovviamente, poteva permettersi. Scartando i dipinti degli impressionisti che più gli interessavano ma che erano fuori dalla portata delle sue tasche, portò la sua attenzione verso quegli artisti che avrebbero dato vita alla famosa Ecole de Paris; così entrò in contatto con il poeta e gallerista polacco Léopold Zborowski e fu così che si innamorò dei dipinti di Amedeo Modigliani di cui diventò uno dei primi e principali acquirenti oltre che tra i primi a capire lo spessore di questo artista. Questa forte passione per l'artista livornese, che tanto ricorda quella che travolse anche Paul Alexandre, portò Netter a possedere alla fine degli anni Trenta, cinquantasei dei suoi dipinti che possiamo tranquillamente annoverare tra i più belli realizzati nella sua breve ma intensa carriera.

Gli altri grandi collezionisti del tempo erano gli americani Barnes e Rockefeller o i russi Schukin e Morozov, ma a differenza di loro, Netter non era un milionario e le sue entrate erano relativamente ridotte, questo mette ancora più in risalto il suo indiscutibile intuito. Un intuito che non si limitò comunque a fargli scoprire soltanto l'originalità di Modigliani, ma lo spinse anche ad apprezzare e poi ad acquistare regolarmente le opere di altri artisti bohémiens della cerchia dell'artista livornese, come quelle del pittore lituano Chaïm Soutine e di Maurice Utrillo, figlio illegittimo della modella e pittrice Suzanne Valadon, due artisti di cui, insieme a Modigliani, diventò il principale collezionista.
Pare che al momento della morte di Netter (sopraggiunta nel 1946), la collezione fosse costituita da circa 200 pezzi realizzati da artisti quali Suzanne Valadon, Maurice Utrillo, André Derain, Moïse Kisling, Chaïm Soutine, Maurice de Vlaminick, Henri Hayden, Aizik Feder, Marcel Gaillard, Renato Paresce, René Durey, Pinchus Ktrémègne, Celso Lagar-Arroyo, Henri Epstein, Jan Waclaw Zawadowski, Michel Kikoïne, Gabriel Fournier, Eugène Ébiche, Zygmunt Landau, Isaac Antcher, Jean Hélion, Thérese Debains, Raphaël Chanterou, Aron Dejez, Léon Solá, anche se le opere più importanti sono indubbiamente quelle di Modigliani.

Nel 2012, Marc Restellini presenta alla Pinacothèque de Paris la collezione di Jonas Netter così come era composta 70 anni prima, con le opere messe insieme dalla famiglia Netter ed altre recuperate in giro per il mondo, per fare in modo che il pubblico più ampio possibile potesse avere accesso a tali meraviglie, ma anche al fine di rendere un dovuto omaggio alla memoria del grande collezionista che tanto amava i suoi artisti e che era fermamente convinto che la cultura dovesse essere fruibile a tutti e alla portata di tutti. Questa esposizione "La Collection Jonas Netter : Modigliani, Soutine et l'aventure de Montparnasse" riscuoterà un incredibile successo che si ripeterà in Italia; a Palazzo Reale di Milano nel 2013, e al Museo Fondazione Palazzo Cipolla di Roma nel 2014.

Il mese di novembre del 2017 verrà senz'altro ricordato come il mese di Modigliani. L'artista livornese viene infatti celebrato in maniera eccelsa a New York, in una mostra intitolata "Modigliani Unmasked" allestita al Jewish Museum, a Londra, presso la Tate Modern (recensione di Gloria Fossi per Youmanist) e in Russia, dove Marc Restellini presenta 120 opere della prestigiosa collezione Netter al Fabergé Museum di San Pietroburgo tra cui, oltre a Modigliani, vengono esposte le tele di Chaïm Soutine, Maurice Utrillo, Moïse Kisling, André Derain, Maurice de Vlaminick (Art Newspaper Russia). 

Una boccata d'aria fresca per Modigliani - è proprio il caso di dirlo - dopo il recente scandalo di Genova, un evento spiacevole che non ha certo valorizzato la sua vera Arte, anzi..

 

Il film prodotto e diretto da Nathalie Bourdon per France 5 (altro link per chi si trova fuori dal territorio francese) offre una reinterpretazione molto contemporanea della una breve ma intensa amicizia tra i due artisti esiliati a Parigi e fondatori dell'Ecole de Paris: Modigliani e Soutine, che, fianco a fianco, scriveranno un capitolo unico nella storia dell'arte moderna.

I Modigliani della collezione Jonas Netter esposti da Marc Restellini:

Amedeo Modigliani - Ragazza con vestito giallo 1917

Amedeo Modigliani - Ragazza con vestito giallo 1917

Amedeo Modigliani - Jeanne Hébuterne con cappello 1919

Amedeo Modigliani - Jeanne Hébuterne con cappello 1919

Amedeo Modigliani - Beatrice Hastings appoggiata al braccio sinistro 1915

Amedeo Modigliani - Beatrice Hastings appoggiata al braccio sinistro 1915

Amedeo Modigliani - Chaïm Soutine seduto 1916

Amedeo Modigliani - Chaïm Soutine seduto 1916

Amedeo Modigliani - Leopold Zborowski 1918

Amedeo Modigliani - Leopold Zborowski 1918

Amedeo Modigliani - Monsieur Lepoutre 1916

Amedeo Modigliani - Monsieur Lepoutre 1916

Amedeo Modigliani - Elvira con colletto bianco 1918

Amedeo Modigliani - Elvira con colletto bianco 1918

Amedeo Modigliani - Donna dal vestito giallo (La bella spagnola) 1918

Amedeo Modigliani - Donna dal vestito giallo (La bella spagnola) 1918

Amedeo Modigliani - Ritratto di ragazza dai capelli rossi (Jeanne Hébuterne) 1918

Amedeo Modigliani - Ritratto di ragazza dai capelli rossi (Jeanne Hébuterne) 1918

Amedeo Modigliani - Jeanne Hébuterne seduta di profilo con vestito scuro 1918

Amedeo Modigliani - Jeanne Hébuterne seduta di profilo con vestito scuro 1918

Amedeo Modigliani - Bambina in azzurro 1918

Amedeo Modigliani - Bambina in azzurro 1918

Amedeo Modigliani - Giovane donna seduta con camicia azzurra 1919

Amedeo Modigliani - Giovane donna seduta con camicia azzurra 1919

Amedeo Modigliani - Cariatide blu 1913

Amedeo Modigliani - Cariatide blu 1913

Amedeo Modigliani - Ritratto si Soutine 1916

Amedeo Modigliani - Ritratto di Soutine 1916

Amedeo Modigliani - Ragazzo con berretto 1918

Amedeo Modigliani - Ragazzo con berretto 1918

Amedeo Modigliani - Ritratto di Hanka Zborowska 1918

Amedeo Modigliani - Ritratto di Hanka Zborowska 1918

 

Intervista a Marc Restellini, storico dell'arte e curatore della mostra di Modigliani al Fabrgé Museum di San Pietroburgo, per la trasmissione "Buongiorno".
Domanda della giornalista: Marc, come ti sei avvicinato all'opera di Amedeo Modigliani?
M.R.: È una storia molto lunga. Il fatto è che mio nonno è stato l'ultimo artista a firmare un contratto con Léopold Zborowski. Zborowski era anche il gallerista di Modigliani. Quindi, tutta la mia vita è passata per Modigliani, Soutine e gli altri artisti della cerchia dell'École de Paris. Poi all'università volevo specializzarmi nella storia medievale, nell'arte medievale. Ma i miei insegnanti hanno insistito sul fatto che, a causa delle conoscenze che avevo, a causa delle relazioni familiari, a causa degli archivi a cui ho avuto accesso, dovevo occuparmi della scuola di Parigi. Così sono caduto completamente sotto l'influenza di Modigliani.
Domanda della giornalista: La mostra presenta non solo le opere di Modigliani, ma anche dei suoi amici più cari. Quella cerchia chiamata degli "artisti maledetti". Chi sono gli artisti entrati in questo gruppo che troviamo in questa esposizione?
M.R.: La mostra è, prima di tutto, la storia della collezione. La storia di un collezionista chiamato Jonas Netter. Era molto vicino a Zborowski, e fu lui a finanziare tutti i suoi contratti. Gli artisti ricevevano ogni mese una somma che permetteva loro di vivere abbastanza decentemente. Ma ognuno di loro aveva una vita molto complicata. Modigliani, ad esempio, muore giovane. Sua moglie Jeanne si suicida due giorni dopo. La storia di Modigliani e Jeanne Hébuterne è una storia molto tragica. A proposito, abbiamo anche le opere di Jeanne Hébuterne in mostra. Poi Soutine, che ha avuto una vita molto difficile e ha vissuto circostanze molto difficili. Utrillo era un alcolizzato. Tutti loro, in generale, incarnano il complesso percorso degli artisti in quel momento.
Domanda della giornalista: La mostra presenta opere di maestri completamente diversi, accomunati dal concetto di "scuola parigina". Qual è la cosa più caratteristica per lei? A cosa dobbiamo prestare attenzione, noi abituati ad altri soggetti?

M.R.: La scuola parigina è stata un particolare movimento culturale in Francia. La sua particolarità è che proveniva interamente dall'emigrazione culturale, dagli stranieri. Il fatto è che prima l'arte francese era una tradizione borghese, ed era costituita per lo più di francesi dalla nascita. I maestri stranieri erano, naturalmente, in altre correnti, ma non erano sempre integrati in questa tradizione puramente francese. E la scuola di Parigi era un crescente movimento che si sviluppava interamente per emigrazione. Le opere dei maestri della scuola parigina, benché variate, si distinguevano per l'unità delle ricerche artistiche. Qualcuno ha aggiunto alcune correnti. Ad esempio, Chagall ha aggiunto l'ebraismo, Soutine l'espressionismo, Modigliani le tendenze dell'arte italiana. Credo che questo sia stato uno degli ultimi movimenti del 1905-1920.

 

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